di Asimov

Se il verbo "to lick" in inglese significa banalmente "leccare", ce n'è un altro assai più evocativo che è "to lap", e significa "lappare".
Lappare, secondo lo Zingarelli, significa "bere come fanno i cani, suggendo rumorosamente l'acqua con la lingua", "bere avidamente" e comunque "leccare".
Se si dovesse trovare il verbo che più indica la leccata del cunnilinguus, direi che è più espressivo lappare piuttosto che leccare.
Non voglio scrivere il solito decalogo dei dieci modi per fare qualcosa in campo erotico (ho già fatto quelli della missionaria, della masturbazione per lui, della masturbazione per lei e del bacio).
Nè voglio propormi (come non mi sono mai voluto proporre in precedenza parlando di altre pratiche) come l'artista della leccata o il profeta del cunni.
Mi piace praticare il cunnilinguus, ma non mi sento di farlo meglio di qualcun altro, e di sicuro so che tutti potrebbero, se non altro, farlo come riesce a me, ammesso che a me riesca.
Scrivo solo, anche perchè sollecitato a farlo, per mettere nero su bianco un po' di esperuenze fatte negli ultimi vent'anni, e forse anche per chiarire meglio le idee a me stesso.
Dirò prima delle posizioni, poi delle tecniche (anche se so benissimo che sia le prime che le seconde hanno varianti infinite e che ognuno ne studia di personalizzate adatte a sè e alla propria compagna: insomma, di nuovo, non ci sono regole... "non esistono leggi in amore", cantava Marco Ferradini smentendo il suo stesso Teorema).

POSIZIONI

L'importante è che la lingua di lui possa lappare la micia di lei.
Ciò premesso, ogni posizione è buona, anche appesi a testa in giù dal lampadario.
Però, se vogliamo escludere i numeri da circo, sono dodici le posizioni più tradizionali.
1) Lei distesa sulla schiena su un letto o su un divano o dove può stendersi comoda, e lui è steso a pancia in giù sullo stesso piano, ma più in basso, in modo di avere la testa sopra la fica di lei, in posa tale da poterle allargare le grandi labbra.
2) Stessa cosa detta sopra, ma con lei che si è messa sotto i fianchi un cuscino (o due) per poter meglio porgere il monte di venere alla bocca di lui.
3) Lei è sul letto o sul divano, seduta o sdraiata, ma con le gambe piegate giù verso il pavimento lui siede accucciato per terra e lecca fra le sue cosce.
4) Lei è a quattro zampe, o con il sedere in alto a pecorina e il busto appoggiato, porge il sedere e può essere leccata e toccata da tergo da lui che è inginocchiato dietro.
5) Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, ma solo con la testa, e si fa accucciare la fica sulla bocca e lecca aiutandosi con le mani.
6) Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, con tutto il corpo... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca.
7) Lei sotto, sdraiata sulla schiena, lui sopra rovesciato e aderente su di lei... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca.
8) Il sessantanove con lei a quattro zampe sopra, o appoggiaata su lui che è sotto sulla schiena.
9) Il sessantanove con lei sotto sulla schiena e lui sopra ventre a ventre. 10) Sessantanove sui fianchi.
11) Lei in piedi (magari appoggiata) lui a terra la lecca da sotto 12) Lei seduta sul letto, gambe larghe, lui pancia in giù con la faccia a leccarla.

TECNICHE

1) Avvicinamento lento. La lingua non va SUBITO a cercare la fica e il clitoride, ma si avvicina facendosi desiderare, lentamente, con toccate e fughe, e con le dita che giocano a stuzzicare in collaborazione con la lingua.
Il cunni può iniziare PRIMA che siano tolte le mutandine, ed è delizioso spostarle quel tanto che basta per tentare i primi affondi e le prime leccatine, sentendola già bagnata e profumatissima.

2) Delicatezza. Il clitoride è delicato. Non va aggredito con slappate violente fin dall'inizio. Anzi, va titillato con estrema cautela, cercando di capire come reagisce lei. Se lei mostra di apprezzare, si intensificano piano piano il movimento e la pressione, altrimenti si rimane lievi.

3) Il posto giusto. Il posto giusto è il clitoride. Lei gode solo se si stuzzica lì. Leccare più in basso è piacevole ma non porta all'orgasmo. Nessuna donna godrà solo per essere stata penetrata dalla lingua nella vagina.

4) Non solo il clitoride. Tuttavia, se si rimane sempre e solo sul clitoride la cosa è monotona e si priva la nostra fantastica compagna di qualche brivido in più. Per cui pur concentrando *soprattutto* sul clitoride le nostre attenzioni, occorre leccare anche intorno, e giù, e dentro, compresa la zona magica fra ano e vagina, e poi lo stesso buchetto del sederino e il solco di pesca fra i due glutei.

5) Movimenti non ripetitivi. Non si deve leccare sempre allo stesso modo, alla stessa velocità, allo stesso ritmo, sullo stesso punto. Si può leccare in punta di lingua, poi passare a movimenti di lingua piatta, poi a movimenti circolari, poi a movimenti a scalpello, poi andare su e giù, poi aumentare l'intensità, e poi dimuire o aumentare la vicinanza fra il nostro volto e la topina. Si può succhiare. Il tutto *rispondendo* a lei, vedendo se le piace, se cola umori, se mugola, se ci porge il monte di venere, se inarca la schiena.

6) Aiutarsi con le dita. Le dita sono fondamentali per un buon cunnilinguus. Come minimo, servono a carezzare la topina prima e poi ad allargare le grandi labbra, e a tenerle allargate. Poi scoprono e scappucciano il clitoride offrendolo libero ed eretto alla lingua. Però sono di aiuto incredibile per l'orgasmo, servendo a titillare e penetrare nello stesso momento in cui si lecca. L'ideale per farla impazzire è tenere scoperto il clitoride con la sinistra, e usare la destra per penetrarla, in vagina o nel sederino, o in tutti e due i posti contemporaneamente. A volte lei dice, quando faccio così: non so che cosa tu mi stia facendo, ma continua a farlo!

7) Il punto G. Il punto G esiste ed è pure abbastanza facile trovarlo. Stimolarlo in abbinamento al cunni scatena orgasmi violenti (dicono loro). Si inserisce l'indice o l'indice e il medio insieme nella fica, e si preme, strofinando energicamente, la parte anteriore della cavità vaginale, come scavando verso l'esterno del corpo di lei per uscire dal baso ventre. Si sente un piccolo dosso rugoso.Il punto G è in profondità in corrispondenza di quelle rughe, serve una frizione forte per stimolarlo. Se lo si fa, e intanto si lecca il clitoride, il palmo della mano si riempie di suoi umori come se lei facesse pipì. A volte si ottiene pure un effetto squirting. Magia, quando accade.

8) Le dita di lei. Anche lei si può e si deve toccare mentre viene leccata. Lei può titillarsi il clitoride contemporaneamente alla lingua di lui, oppure mentre lui lecca più in basso, oppure può penetrarsi analmente e vaginalmente mentre lui lecca, o può titillarsi i capezzoli o stringersi i seni.

9) I seni. Leccare la fica e titillare insieme i capezzoli o stringere le tette favorisce l'orgasmo in maniera notevole.

10) I Toys. Leccare e intanto giocare con il fallo artificiale, o il vibrino, o le palline cinesi o altri "giochi" da sexy shop aiuta più che mai a farla godere.

11) Naturalmente occorre variare le posizioni, di continuo, senza commettere però lo sbaglio di cambiare posizione o movimento proprio mentre lei sta per godere... occorre sentirlo, vedere, capirlo. Se le piace e le piace tanto, si insiste. Squadra che vince non si cambia.

12) Non si deve aver paura di sporcarsi la faccia. La faccia va premuta sulla fica fino a lavarsela dei suoi umori. Si possono e si devono usare anche il naso e l'alito. Si deve non solo leccare, ma anche succhiare, bere. Si deve avere il gusto per quell'odore, quel sapore. Quel calore. E' il suo segreto, la sua essenza, la sua intimità. Si devono usare anche gli occhi, per aprirla e penetrarla con gli sguardi là dove è più donna.

Se nonostante tutto ciò lei non gode, pazienza.
Forse non è dell'umore, serve essere sereni e rilassati per arrivare all'orgasmo.
Spesso all'orgasmo lei non arriva non perchè non le piace, ma perchè ha voglia di essere penetrata e allora chiede di smettere per passare ad altro.
Va bene lo stesso.
Ma forse a volte vale la pena insistere... perchè vederla e sentirla godere mentre la si lecca, è un'emozione grande.